ADDIO ALL’EX AMNIL

vista dall'alto di tutto il compendio
vista dall’alto di tutto il compendio

Addio all’Ex Amnil, una cicatrice, l’ha definita il sindaco, che Rovereto porta da parecchio tempo. La nuova legge urbanistica provinciale favorisce la demolizione dei cosiddetti “ecomostri”, opere incompiute, piuttosto che scempi paesaggistici, che non hanno trovato forma. Una costruzione di proprietà pubblica, un primo intervento di valenza anche simbolica con cui la Provincia e l’ass. Daldoss hanno deciso di dar corso a questa nuovo approccio di metodo. ‪#‎rispettiamoilpaesaggio‬#‎demoliresipuò‬. Bene che la nuova amministrazione roveretana, sindaco e assessori, ci abbiamo creduto, si continua un lavoro che è stato costruito con pazienza negli anni precedenti. Ora si vedono i risultati e la comunità roveretana non può che beneficiarne!

UN PO’ DI STORIA:

Rovereto_05
facciata
interno
interno

L’edificio, inizialmente di proprietà dell’Anmil – Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro – fu costruito e mai terminato tra 1965 e il 1970.  Il complesso era stato pensato come luogo per la cura e la riabilitazione dei malati  ma tra le inadempienze dell’Anmil e la lievitazione dei costi di costruzione – da mezzo miliardo di lire a un miliardo alla fine degli anni ’60 – l’edificio fu completato solo nelle due strutture principali e poi abbandonato.  Con legge provinciale  L. 101/1977 lo Stato decretò il sub ingresso della Provincia Autonoma di Trento nella titolarità dei beni della Anmil, con una permuta di alloggi a favore del Comune di Rovereto.  Nel 2005 successivamente la Provincia lo trasferì alla Patrimonio Trentino spa, con l’obiettivo di riqualificarlo. Diversi furono i tentativi di immaginare destinazioni adatte all’area, ragionando sulle necessità della comunità, come anche sull’interessamento di capitali privati. Ma non se ne fece mai nulla. L’area di 34.000 mq rappresentava un investimento vastissimo e gli stessi tentativi di messa all’asta andarono deserti. La destinazione da PRG è sempre rimasta pubblica, ad indirizzo sanitario e ciò ha reso negli anni più difficile la possibilità di riqualificazione ma allo stesso tempo ha preservato l’area dal pericolo di speculazioni edilizie. Così, anno dopo anno, un bene pubblico, di tutti noi, è diventato una cancrena cittadina.

Il 10 aprile 2014 con l’approvazione di un ordine del giorno collegato al Bilancio previsionale, il Consiglio comunale di Rovereto impegna la Giunta  e in particolar modo l’ass. competente, assessora Giulia Robol come segue:

«affinché venga disposto che la società Patrimonio del Trentino S.p.A. provveda alla riqualificazione del complesso Ex Anmil attraverso la demolizione dei manufatti oggi non più utilizzabili e non contraddistinti dai margini di sicurezza statica con un’opera di bonifica e riqualificazione ambientale complessiva del sito e affinché l’area bonificata e riqualificata dal punto di vista ambientale venga concessa in uso al Comune di Rovereto fin tanto che non maturano le condizioni per dare attuazione alla destinazione urbanistica prevista dal vigente P.R.G». cit. estratto della mozione a firma del capogruppo Pd Paolo Mirandola e capogruppo Upt beppino Graziola.

Nel gennaio 2015, in concomitanza con l’elaborazione della nuova legge urbanistica ed il perseguimento di nuovi obiettivi di tutela del paesaggio, viene programmato un incontro tra l’ass provinciale Daldoss e l’assessora roveretana Giulia Robol.

L’intendimento che poi l’ass. provinciale spiegherà ai sindaci durante la presentazione del documento di legge è quello di favorire la demolizione degli “ecomostri” ed in particolar modo con via preferenziale a quelli di proprietà pubblica.

In questo contesto matura anche in accordo con la Comunità di valle, allora ass. Claudio Soini, la candidatura dell’ex Amnil.

Ora il progetto è diventato realtà e l’area a breve verrà restituita a bosco.

Rimane però la destinazione sanitaria sul Piano Regolatore con la possibilità di realizzare un compendio di cospicua volumetria. L’area è comunque di proprietà pubblica e questo da certamente garanzie, tuttavia la questione va affrontata  e se la volontà politica è quella conseguente all’azione di demolizione, il percorso dovrà certamente portare ad una regolarizzazione anche urbanistica.

E questa non può che essere la scelta migliore!

LINK:

L’Ecomostro Ex Amnil sarà abbattuto – G. Rudari

Quella cattedrale assurda in mezzo al bosco della città

 Ex Amnil, via libera alla demolizione

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