Quale ricetta per la crescita?

wpid-7a6845fdce756507efb68d41e4085ea5Si sta costruendo in questi giorni la nuova legge finanziaria della Provincia. Da un lato ci sono i grandi problemi del lavoro e della crescita, dall’altro i forti tagli al bilancio. Il problema che si pone è quindi: come fare a crescere e creare nuova occupazione a fronte di un imponente taglio delle risorse?
Difficile trovare una soluzione, ma credo ci siano 4 ingredienti fondamentali: conoscenza, sgravi fiscali, ammortizzatori sociali, efficienza del sistema pubblico.

Sul tema della conoscenza ho già scritto nei giorni scorsi: solo investendo su formazione, ricerca e innovazione possiamo guardare al futuro con speranza. Dobbiamo riuscire a mettere assieme ricerca e innovazione con le piccole-medie imprese trentine, per creare un sistema economico intelligente in grado di produrre eccellenze e di competere sui mercati.

Le poche risorse disponibili ci impongono di rivedere il sistema di incentivi alle imprese. Certo si dovranno continuare a premiare quei progetti tanto innovativi quanto rischiosi che possono contribuire a dare un futuro al nostro territorio, ma in via generale è necessario passare da un sistema basato sugli incentivi alle imprese ad uno basato su sgravi fiscali condizionali, a partire dall’IRAP, vincolando tali sgravi ad un impegno da parte delle aziende a mantenere ed ampliare l’occupazione, a favorire contratti di lavoro tipici e a tempo indeterminato, ad investire su innovazione e formazione.

Ma il PD deve anche e soprattutto occuparsi di chi resta senza lavoro. Il Trentino non è più una terra a piena occupazione, nonostante i numeri ci pongano tra le migliori realtà europee. Dobbiamo sfruttare al massimo la delega sugli ammortizzatori sociali: ampliare le misure di tutela previste a livello nazionale, dare copertura a chi, soprattutto giovani, è fuori dal sistema di protezione, investire sulla formazione continua dei lavoratori e su strumenti di “solidarietà generazionale” per favorire il ricambio nel mondo del lavoro. Dobbiamo infine investire sulla semplificazione delle forme contrattuali e su quegli strumenti, come l’apprendistato, che consentono ai più giovani di entrare nel mondo del lavoro e formarsi. Il tutto con la consapevolezza che la flessibilità senza sicurezza diventa precarietà, e la precarietà impedisce alle persone di guardare al futuro con fiducia e speranza.

Da ultimo, tutto questo continuerà ad essere inutile se non interveniamo con politiche decise sul sistema pubblico. Il rilancio dell’economia passa soprattutto dallo snellimento e dall’efficienza della Pubblica amministrazione, dalla riduzione dei costi della politica, dalla velocizzazione del sistema della giustizia, dalla capacità di programmazione della politica, dall’investimento in formazione e ricerca, dall’investimento nel Welfare e nei servizi pubblici ecc.

In aggiunta credo sia necessario recuperare il dialogo con il sistema della cooperazione trentina, spina dorsale della struttura economica e sociale della nostra Provincia, per costruire assieme un progetto di sviluppo territoriale in grado di coniugare crescita, sostenibilità ed equità.