#equitadigenere: con la legge Borga meno donne in giunta.

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dal sito http://www.trentotoday.it/politica/donne-giunta-comunale-trentino.html#

Il Consiglio regionale ha approvato  il disegno di legge 54 proposto dal consigliere di Civica Trentina Rodolfo Borga, che corregge la legge in vigore per quanto riguarda la rappresentanza femminile all’interno delle giunte comunali.  Con la legge approvata ieri si è eliminato il calcolo per eccesso della rappresentanza femminile nelle giunte comunali, rispetto al numero delle elette.

La legge ha trovato il favore di 34 consiglieri,  6 hanno espresso voto contrario e 17 si sono astenuti.

Tale scelta, a mio avviso non condivisibile, metterà in discussione le giunte comunali già formate, dove è stata inserita una donna in più, che ora potrà vedersi revocato l’incarico in base alle nuove norme.

Dopo il tortuoso percorso della legge elettorale sulla doppia preferenza, poi rimandata, tutto questo rappresenta un’ulteriore battuta d’arresto,  per quel che riguarda il sostegno ad un’equa ed adeguata rappresentanza di genere all’interno delle istituzioni.

Si tratta di una battaglia culturale a mio avviso molto importante, che è stata liquidata come una questione tecnica, che creava certo alcune difficoltà nel reperire la presenza femminile da nominare nelle giunte, quasi le donne fossero equiparabili a dei panda in via d’estinzione.

Eppure le donne rappresentano la società al pari degli uomini e la loro presenza non è solo fondamentale ma va anche ricercata, laddove si svolge l’elaborazione massima del pensiero politico, cioè nelle istituzioni, laddove si decide delle sorti della collettività, in quella società dove naturalmente il loro punto di vista è presente eccome.

A prescindere dai problemi tecnici, questo correttivo mostra tutta la sua arretratezza culturale sull’argomento, evidenzia quanto poco la questione sia sostenuta realmente dalla politica e dai partiti e come la stessa sia trattata come l’ennesima lagnanza femminile, che pure infastidisce.

Si tratta invece di una questione di equità e giustizia, quei valori che soprattutto alcuni partiti come il mio, il PD, dovrebbero rappresentare.

Solo il Trentino Alto Adige si trova da un punto di vista legislativo a non aver ancora normato in termini di equità la preferenza di genere, fanalino di coda dell’Italia, cosa nuova per un Trentino da sempre considerato laboratorio politico d’eccellenza.

C’è bisogno di un maggiore sforzo da parte di tutti, c’è necessità di proseguire in questa battaglia politica con ancora più vigore, c’è necessità di superare quel luogo comune, che vede la ricerca di donne in politica un problema che si ripropone, con il detto ma le donne non si trovano, non vogliono, non hanno tempo.

La sensibilità sull’argomento dovrebbe essere condivisa e alimentata, in tempi non facili per la politica come i nostri, l’assenza di idealità e contenuti di merito,  tiene lontani talenti e competenze, molte donne ma a dir la verità anche molti uomini, non ritengono stimolante e soprattutto utile impegnarsi nella cosa pubblica e questa situazione ovviamente danneggia il confronto qualificato, la modernizzazione delle scelte.

La presenza di genere rimane un valore fondamentale e non solo per la politica ma anche per il mondo del lavoro, per l’impegno sociale e istituzionale, soprattuto, perché riguarda quei luoghi dove si discute, si elabora, si organizza pensiero.

L’obiettivo è la costruzione del nostro futuro che deve essere più giusto, più equo e con pari opportunità e accessibilità per ognuno di noi.

 

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L’opinione delle Acli

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